#top2016 Serie TV

Ebbene sì, anche quest’anno ho ceduto al lato oscuro delle #top2016. E, come l’anno scorso, cominciamo dalle serie tv. Ammesso che abbia ancora senso chiamarle così, dato che penso sia dai tempi di Chuck che non seguo una serie in televisione (no non è vero, Gomorra la seguo ancora su Sky, ma è l’eccezione che conferma la regola).

Ah, lo copincollo dico subito anche stavolta così siamo tutti contenti: queste liste, oltre ad essere strettamente personali, temporalmente si riferiscono al MIO 2016. Non venite a rompermi i maroni se la tal serie in realtà è stata rilasciata per intero da Netflix Kazakhstan il 31 dicembre 2015 alle 23:59 o se manca qualche pezzo grosso (Westworld e The Young Pope su tutti): se l’ho vista nel 2016 per me è (nei limiti della decenza) del 2016, se non l’ho vista fa cagare non posso giudicare. Come si dice, patti chiari… patti chiari.

Ovviamente confermatissimo anche quest’anno il #WOMAN, il metodo di classificazione più titolato al Mondo: #Wow per i capolavori, #Ok per le cose belle dal mondo, #Meh per i vorrei ma non posto, #Argh per le cose che insomma cioè parliamone ed #NCS per gli anche no.

Ok, siamo pronti per partire, decolliamo.

#wow

BoJack Horseman
Rivelazione dell’anno, senza alcun dubbio. Prime puntate un po’ banalotte, seconda stagione in netta ripresa, terza a dir poco devastante. Non partirò col pippone pseudo intellettuale del “guardatela anche se è un cartone animato con protagonista un uomo-cavallo, è una roba serissima, basta pregiudizi, aprite la mente” perché ci sono cascato anch’io, è una vita che ne sento parlare bene ma l’ho sempre accuratamente evitata. Capolavoro, mi cospargo il capo di cenere #chiedetescusaabojack.

Silicon Valley
Altro gioiello ingiustamente – ma fortunatamente – sottovalutato, qui i cavalli non c’entrano (oddio mica troppo, ma lasciamo perdere che è meglio). Serie scritta da veri nerd, prodotta per veri nerd, consigliata solo ai veri nerd coff coff TBBT merdacoff coff.

Better Call Saul
Credo di aver trovato la metafora perfetta per descriverla: è il Paolo Maldini delle serie tv. “Per forza ne parlano tutti, è un raccomandato, col padre che si ritrova”. E invece è uno spettacolo, soprattutto questa seconda serie che se possibile si discosta ancora di più dall’ingombrante genitore. Ed ora c’è questo… L’hype train è partito signori, tutti in carrozza, guido io.

 

#ok

Black Mirror
L’impero colpisce ancora, non così forte come ci si aspettava. Non è una merda come tanti (troppi) dicono eh, però effettivamente la dieta ammeregana a base di bevande zuccherate ha diradato un po’ quell’alone di mainagioia che tanto piaceva, tipico dei prodotti squisitamente made in Britain. P.s. San Junipero, seriously? Li mortacci vostri.

Stranger Things
Gli anni ’10 sono l’età della nostalgia, ormai è chiaro. Pigliavamo per il culo i nostri genitori che guardavano Happy Days rimpiangendo epoche che a malapena potevano aver vissuto i nostri nonni, “non è vero che si stava così bene negli anni ’50, siete solo degli stupidi vecchi malinconici”, ora tutti a farsi i rasponi a sognare col synthpop, odiosi bambini wannabe nerd e mostroni improponibili degni dei filmacci pseudofantasy della nostra infanzia. Comunque apparte questo non è male eh, anzi.

Narcos
La degna conclusione per una saga atipica, durata fin troppo poco data la media allungamento brodo del resto dell’industria. Ora vedremo cosa si inventeranno nel “nuovo corso” post-Escobar, anche se sono quasi certo che non sbaglieranno. Per quanto mi riguarda la seconda stagione ha un solo grande difetto che le impedisce di entrare nell’olimpo delle migliori serie, in particolare di quest’anno ma anche più in generale: si sapeva già come sarebbe andata a finire ancora prima che iniziasse.

#meh

House of Cards
Bella è bella eh, per carità, però… Questo è il commento più diffuso che ho sentito sulla quarta stagione di House of Cards. Almeno due spanne sopra la terza, questo è poco ma sicuro, ma ormai ti conosciamo come le nostre tasche caro Frank. La verità è che forse, dopo quattro anni, è anche normale che l’effetto wow sia definitivamente andato.

Mr Robot
Come sopra, anzi forse peggio data la relativa giuovinezza del prodotto. Perché se la prima stagione è stata letteralmente un fulmine a ciel sereno, la seconda lascia perlopiù interdetti. Anche qui tutto molto interessante eh, senza dubbio, però sembra tutto un po’ forzato – per non dire già visto. E poi quel season finale…

Gomorra
Come sopra pt. 2. Solo che stavolta siamo andate veramente a un passo dal disastro atomico, parzialmente mitigato da una seconda parte di stagione che lascia ben sperare. Un inizio a dir poco soporifero, una trama che stenta a decollare, nuovi personaggi che non appassionano come i vecchi. Il confronto con la prima è impietoso, fermo restando che forse la qualità è nettamente superiore, per quella che considero – data l’altissima mortalità sul luogo di lavoro dei nostri amichevoli camorristi di quartiere – come una fisiologica stagione di transizione tra il vecchio e il nuovo management del clan Savastano.

#argh

Dov’è Mario?
Scusami Corrado, scusami davvero. Sei uno dei miei comici preferiti, ma stavolta non ho proprio capito. Forse sei troppo avanti tu, forse siamo rimasti indietro noi. Evitabilissima.

#ncs

The Big Bang Theory
Ok, è ufficiale, scendo dal carro. Non fa più ridere, e chi mi conosce sa che lo dico già da tempo, ma orma di quella fantastica sitcom che era un tempo non è più rimasto proprio nulla. Ricordo come fosse ieri quando vidi la prima puntata, beccata casualmente mentre curiosavo tra la (scarna) programmazione di Steel, uno degli allora neonati canali tematici di Mediaset Premium… e invece era dieci anni fa. Oddio, sono un vecchio di merda.

bonus

Menzione d’onore per due prodotti che sono serie ma non proprio, Età dell’Oro e The Grand Tour. La prima, diretta discendente dell’altrettanto consigliato Klondike, perché quelli de La Buoncostume sono fortissimi e meriterebbero molta più attenzione. La seconda perché è, semplicemente, il miglior show motoristico mai realizzato.

 

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