Cementificio #Pesenti

Nato alla fine degli anni ’70 del XIX secolo per volontà dell’Ingegner Cesare Pesenti, membro dell’omonima famiglia già impegnata nella produzione di calce e cemento naturali, l’impianto di Alzano Lombardo diventa in pochi anni uno dei punti di riferimento per la produzione di leganti tanto da dare il proprio nome a un particolare tipo di cemento, il Chiaro Alzano, e da essere il primo stabilimento a produrre il Portland con materie prime totalmente lombarde.

Lo stabilimento si compone di due strutture principali: il palazzo occidentale detto Moresco, in cui si svolgevano attività prevalentemente amministrative e di magazzino (ora riconvertito a uso uffici e residenziale) e il complesso orientale, in cui trovano posto gli impianti di macinazione/cottura/insacchettamento del prodotto finito.

Il complesso negli anni subisce molteplici trasformazioni, prendendo grossomodo la fisionomia attuale attorno al 1910 con l’aggiunta delle quattro ciminiere degli otto nuovi forni, che si vanno ad aggiungere alle due più alte già presenti in precedenza. La peculiarità della struttura è che, ovviamente, tutto il materiale utilizzato per la costruzione e l’ampliamento dell’impianto veniva prodotto proprio dall’impianto stesso: pregevoli le sperimentazione del cosiddetto cemento semiarmato, nato dalla necessità di ovviare alla scarsità di ferro dell’epoca. Per lo stesso motivo, tra l’altro, il materiale ferroso dismesso dall’impianto veniva totalmente recuperato: non è raro infatti imbattersi in vecchie rotaie dalla Decauville interna utilizzate per armare travi e pilastri.

Le sempre più stringenti norme per la produzione del cemento rendono l’impianto obsoleto, e quindi non più economicamente sostenibile. I forni restarono in attività fino agli anni sessanta, mentre per altri dieci anni lo stabilimento venne utilizzato solo per le operazioni di frantumazione della materia prima e l’insacchettamento del cemento prodotto in altri fabbriche della proprietà (nel frattempo divenuta Italcementi). La chiusura definitiva arriva nel 1971: col totale smantellamento e il recupero di ogni macchinario e elemento metallico del 1973 si conclude la gloriosa storia del cementificio.

Attualmente l’ala orientale dello stabilimento, dopo la demolizione di alcune fantomatiche superfetazioni nonostante sulla totalità del bene insista un vincolo monumentale dagli anni ottanta (e nonostante da anni esista un progetto di recupero tramite realizzazione di un International Cultutal Center) giace in uno stato di totale abbandono. La parte più antica della struttura (realizzata in cemento sprovvisto o debolmente armato) non sembra presentare di particolari problemi statici, fatto salvo il porticato adiacente alle camere dei nuovi forni che soffre di un probabile cedimento verso valle.


#MustWatch Cementificio Alzano Lombardo from Diego Bedeschi

Per approfondire:

 

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