Sogno di una notte di fine mercato

24 Agosto 2014. Spiaggia di Forte dei Marmi, Toscana.

In un soleggiato primo pomeriggio, Adriano Galliani è pronto per lIce Bucket Challenge, la doccia gelata a favore della ricerca sulla SLA divenuta virale grazie a internet. L’amministratore delegato rossonero è seduto, camicia bianca d’ordinanza, in mezzo ad una folla armata di telefonini. C’è addirittura la copertura televisiva, richiamata in fretta e furia dopo il classico collegamento con interviste live: tutto si svolgerà in diretta, su una delle reti di famiglia.

Carlo Pellegatti, l’inviato presente sul posto, cerca di prendere tempo. I due designati a portare il secchio di acqua e ghiaccio, il figlio Gianluca e mister Inzaghi, tardano da diversi minuti. L’esperto giornalista è in evidente difficoltà, nonostante la favella di certo non gli manchi, e sembra anche visibilmente agitato. Sembra tutto troppo in grande stile, anche per gli standard hollywoodiani a cui ci ha abituato il club rossonero. In fin dei conti, per quanto lodevole come iniziativa, sarebbe bastato anche un semplice live sul canale YouTube della società. Addirittura la tv…

La situazione rischia di precipitare, sono ormai più di cinque minuti che viene inquadrato Galliani seduto in mezzo alla spiaggia, e dallo studio iniziano a chiedere lumi: sarà anche agosto inoltrato, ma i palinsesti non si possono mandare all’aria così, con un evento non previsto e senza un valido motivo. Ormai più di qualcuno, in spiaggia e davanti alla tv, ha mangiato la foglia: troppe cose non quadrano, ci dev’essere per forza sotto qualcosa.

L’associazione, per quanto folle, viene naturale. Sono i giorni dell’addio di Balotelli, che in questo momento è in Inghilterra per firmare le ultime carte. Vuoi vedere che… “Ecco, ecco! Arriva qualcuno!”, Pellegatti prende la parola entusiasta. “Ci siamo, mi dicono che ci siamo quasi. Sta arrivando, è quasi pronto”. Come è quasi pronto, chi è quasi pronto? Non dovevano essere Pippo e Gianluca a portare l’acqua? Forse uno dei due era in ritardo, e per motivi di tempi televisivi non l’hanno più potuto aspettare? Oddio, mi pare di averli intravisti mischiati tra la folla, in alto a destra. No, non può essere vero…

L’inquadratura è ormai fissa sull’addì rossonero, sapientemente zoomata quel tanto che basta da riprendere chi arriverà solo nel momento in cui sarà molto vicino. “Eccolo, eccolo, è arrivato!”, annuncia il commentatore rossonero in preda all’estasi. La folla, fino a quel momento discretamente silenziosa, inizia a sbraitare. Urla, applausi, fischi all’americana, ma a sentirsi più di tutto è un ooooh di stupore. Chi è presente sul posto ormai ha capito, la maggior parte degli spettatori che sta seguendo da casa invece è ancora all’oscuro di quel che sta succedendo. Ancora un paio di passi, ci siamo: iniziano a scorgersi prima i piedi, poi un paio di bermuda bianchi, le braccia che reggono l’acqua, la nuova maglia rossonera e finalmente il volto: impossibile, è Radamel Falcao!
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