Il Bivio: cosa sarebbe successo se il Milan avesse fallito la rincorsa Champions?

Scenario

Il Milan 2012/2013, nonostante l’acquisto di Balotelli, non riesce a risalire la china. SuperMario non è in grado di caricarsi la squadra sulle spalle da solo, complice il crollo verticale di El Shaarawy e la pochezza del resto della rosa: troppo il distacco dalle prime della classe, il Diavolo non riuscirà mai a salire sul podio e nemmeno a conquistarsi un posto in Europa. Niente Coppe, neanche quella di riserva. Niente ricavi. Le fondamenta economiche delle società iniziano a vacillare, la gestione tecnica e la dirigenza iniziano ad essere messe pesantemente in discussione. La contestazione della curva è ufficialmente cominciata.

Beh, poco male. Il contratto di Allegri è in scadenza, la stagione nefasta sembra l’exit strategy perfetta per scaricare il mai troppo amato tecnico livornese. E invece no. Adriano Galliani non ci sta: Allegri è un suo uomo, e per lui la colpa del fallimento non è sua. L’allenatore va confermato. Silvio Berlusconi si fida dell’intuito del compagno di mille battaglie, e sembra acconsentire. Ma Barbara no. Barbara ormai è in rampa di lancio: vuole avere voce in capitolo, ma il suo ruolo di figlia del capo cozza con l’imponente profilo di Galliani. La primadonna può essere solo una, non c’è posto per un altro gallo nel pollaio. Messo di fronte a questo aut aut, il Presidente sembra in difficoltà. Non è mai stato così combattuto in vita sua: cerca in tutti i modi di trovare una soluzione che vada bene ad entrambi, ma non sembrano proprio esserci margini di manovra. Tentenna fino all’ultimo, ma la situazione impone un intervento dall’alto: dopo settimane di cene, meeting, incontri, la decisione sembra ormai presa…

Carnago, 15 Luglio.

Primo giorno del raduno. C’è un’aria nuova a Milanello, la rivoluzione è stata totale: tre quarti della rosa è stata cambiata, l’allenatore ed il suo staff sono stati messi alla porta. E’ una stagione speciale quella che sta per iniziare, la prima di Barbara Berlusconi: ora è Lady B a fare gli onori di casa. Lo spiazzo davanti al centro sportivo è gremito di tifosi, grandi e piccoli aspettano i loro nuovi beniamini sotto il sole cocente. Gli addetti alla sicurezza faticano a contenere la folla accalcata ai cancelli. L’entusiasmo è alto, il nuovo progetto ha riacceso la speranza dei cuori rossoneri. La stagione non comincia con i soliti proclami a cui si era abituati in passato, la linea societaria è chiara: non si parte per vincere, si punta a fare meglio possibile in campionato, al massimo si lotterà per vincere la Coppa Italia.

La campagna acquisti – condotta nel totale rispetto dei dettami del nuovo tecnico – è stata imponente, ma senza nomi di primo piano: l’attenzione è tutta per il nuovo stadio, le pratiche sono già molto ben avviate. Sarà una stagione sottotono, è palese, ma la società assicura che si tratta di una fase momentanea. La roadmap predice un ritorno al top nel giro di tre-cinque anni, si parla addirittura di investitori pronti a riversare milioni di euro nelle aride casse societarie. Tutto risolto, quindi? Quasi. Manca solo una persona, una persona che da 28 anni a questa parte era sempre stata presente. Quella persona è, ovviamente, Adriano Galliani…

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